Capitalismo senile

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Viviamo nel tempo del capitalismo senile, che nel divorare se stesso ci trascina in un baratro apparentemente ineluttabile e senza redenzione. Due dinamiche strettamente interconnesse ne scandiscono l’inerzia: da un lato, la crescente dipendenza dalla creazione di credito, al servizio non tanto della sfera produttiva quanto della logica autoreferenziale dei mercati finanziari; dall’altro, l’erosione dell’economia reale e del modello di società costruito sul lavoro salariato di massa. Sono due facce della stessa medaglia, manifestazioni complementari del tramonto di un’intera civiltà – un tramonto ora segnato da forme acute di violenza strutturale, e gestito da manipolazioni di massa di matrice apertamente totalitaria. Questo libro intende ricostruire i fondamenti empirici e concettuali del capitalismo senile collegandoli a eventi chiave della nostra epoca. L’obiettivo è delineare un quadro teorico e storico in grado di illuminare le dinamiche dell’implosione in corso e di fornire strumenti interpretativi per comprenderne le cause profonde.

Il futuro prossimo si orienta verso un modello di destabilizzazione permanente sdoganato dalla recente “crisi pandemica”, cui hanno fatto seguito immediato la guerra russo-ucraina e l’escalation mediorientale, dove il genocidio del popolo palestinese è l’espressione più distillata della barbarie di cui è capace una civiltà a fine ciclo. L’unica certezza che abbiamo è che altre e nuove “emergenze” interverranno presto a occultare la vera emergenza di sistema, giustificando il mantenimento di uno status quo sempre più aberrante e consegnandoci a un regime di “post-capitalismo neofeudale” dai tratti distopici. Partire da questa deprimente consapevolezza è forse l’unico modo per iniziare a immaginare, e progettare, una via d’uscita collettiva. Perché se è il terrore a sostenere le istanze della “ragione” e del “progresso”, ciò significa che abbiamo superato ogni limite di correzione, reversibilità o decelerazione di sistema, e che di fronte a noi non restano che due vie possibili: la normalizzazione della barbarie o l’inizio di una storia autenticamente umana.

Autore

FABIO VIGHI

Dimensioni

14×20,5

Formato

Cartaceo

ISBN

979-12-80920-85-0

Lingua

Italiano

Lunghezza

200 pagine

Editore

La Vela

Fabio Vighi

Fabio Vighi è professore di cinema e teoria critica all’Università di Cardiff (GB), dove vive e lavora dal 2000. È autore di numerosi volumi in lingua inglese, tra cui “Critical Theory and the Crisis of Contemporary Capitalism” (2015), “Critical Theory and Film: Rethinking Ideology through Film Noir” (2012), “On Zizek’s Dialectics” (2010) e “Sexual Difference in European Cinema” (2009). È codirettore dello “Zizek Centre for Ideology Critique” dell’Università di Cardiff.

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