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Non c’è altra via che la notte. Distopie, antiutopie e futuri da incubo in letteratura

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Tutti conoscono “1984 “di George Orwell. In pochi, però, sanno che il romanzo dello scrittore britannico, simbolo della contestazione al pensiero unico, appartiene a un genere letterario, fiorito nelle seconda metà del XIX secolo, noto con il nome di distopia (o antiutopia). Mentre il termine utopia indica una società ideale, perfetta anche se irrealizzabile, la distopia rappresenta un mondo futuribile ingiusto, totalmente privo di libertà, in cui la diseguaglianza è programmata e mantenuta attraverso un rigido controllo. Un’autorità assoluta, la massificazione delle coscienze e la ribellione solitaria del protagonista sono gli ingredienti che caratterizzano un genere poco frequentato in Italia, ma che ha visto fiorire, ad altre latitudini, veri e propri capolavori della narrativa come “Il mondo nuovo”, “Fahrenheit 451”, “Il Signore delle Mosche”, “Arancia meccanica” e tanti altri. Il saggio di Luca Fumagalli è un’introduzione alla distopia condotta attraverso la presentazione e l’analisi di dieci romanzi simbolo del genere. È l’invito a incontrare una letteratura che, lontana da ogni istinto d’evasione, funge da perfetta lente d’ingrandimento per comprendere meglio l’uomo di ieri e di oggi, con le sue paure e le sue speranze.

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Panoramica

Il volume di Luca Fumagalli si propone d’introdurre il lettore italiano al mondo della distopia anglofona attraverso la presentazione di dieci romanzi di autori britannici, americani e canadesi, pubblicati tra il 1907 e il 2013. Le opere illustrano una fenomenologia quanto mai varia del genere, dalla “distopia cattolica” del reverendo Benson ai testi ormai classici di Huxley, Orwell, Golding e Burgess, dall’ucronia di Harris fino alle opere più recenti, i romanzi di Ishiguro ed Eggers, che mettono al centro delle loro trame questioni di stringente attualità per il lettore contemporaneo, in primo luogo le manipolazioni genetiche e i rischi connessi a uno sviluppo incontrollato della tecnologia e della cibernetica. Dopo aver inquadrato Utopia e Distopia dal punto di vista storico-letterario, l’autore presenta ciascun romanzo nelle sue essenziali caratteristiche tematiche e tecnico-stilistiche, attraverso un’argomentazione lucida che mira a contestualizzare i testi non soltanto all’interno della produzione degli autori, ma anche nel più ampio panorama culturale a cui appartengono. Il quadro che ne deriva è quello di un genere narrativo che ha saputo reinventarsi nelle diverse epoche, accogliendo le sfide della storia, della scienza, della tecnologia, e che si è rivelato capace di smascherare i pericoli, le contraddizioni, le aporie dell’umano, scavando spesso nell’orrore per affermare, al di là della violenza e della prevaricazione, la possibilità, se non del riscatto, almeno della lotta (dalla Prefazione di Roberta Ferrari).

Dettagli del libro
  • Autore: LUCA FUMAGALLI
    • Editore: La Vela
    • Lingua: Italiano
    • ISBN: 978-88-99661-34-2
    • Dimensioni: 12x18
      • Lunghezza: 200 pagine
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