Per occultare la verità non c’è niente di meglio che evocare il complotto. È il modo più felpato, ed efficace, per scoraggiare il ricercatore rigoroso, figuriamoci l’uomo della strada: se l’indagine di un fenomeno e delle sue cause svolta con metodo critico rischia di sembrare complottista, negazionista o antiscientista, è assai probabile che l’investigatore finisca con l’adagiarsi sulle tesi dominanti, lasciandosi trasportare dalla corrente e accantonando ogni eventuale vestigia di onestà intellettuale (Luca Marini).
Il vero e unico vaccino è la consapevolezza individuale, vale a dire ciò che il dispositivo non aveva previsto e non poteva prevedere. L’unico che riuscì a incantare e domare il mostruoso Cerbero fu lo sciamano-poeta figlio della Musa Calliope, vale a dire Orfeo con la musica della sua lira. Il suo corrispettivo, oggi, è l’anarca che si perde nel bosco, l’individuo che rifiuta il branco e che torna in risonanza con la parte rimossa di se stesso, per approfondire la consapevolezza della propria solitudine e per amarne l’inviolabile verità (Francesco Benozzo).


















